Quello che non sai

05 mar

Riportiamo l’articolo del blog Berlicche pubblicato in occasione delle Ceneri di cinque anni fa, il 5 marzo 2014 (ecco il link alla pagina originale).
[Restiamo a disposizione per la rimozione, se la sua pubblicazione sul nostro sito non fosse gradita agli aventi diritto].

Nel rito del mercoledì delle ceneri – oggi – il sacerdote segna con la cenere la fronte della persona che gli sta davanti, e gli dice: “Convertiti e credi al Vangelo”.

Parole pesanti come macigni. Che si possono anche dare per scontate, essere viste come una specie di rituale magico; ma che, se prese sul serio, costringono a scelte radicali.

Con-versione: si è diretti in una particolare direzione, e si svolta verso un’altra. Muto, mi trasformo. La conversione è da qualcosa che si crede di sapere, da una abitudine, dal nostro vivere da cozze, a qualcosa di diverso.
E cosa è questa cosa verso cui andare? il Vangelo. Evangelo: buona novella. Qualcosa che non si conosceva, e che è ci è stato comunicato.

Ecco che questa frasetta ci avvisa che non si è cristiani se non si abbandona continuamente la presunzione di sapere. Al rito delle ceneri si assoggettano tutti: dal Papa all’ultimo cristiano appena battezzato. Non è una sapienza, un rango che ci possono evitare la fatica di “abbandonare l’uomo vecchio”. Non possiamo pensare di essere già arrivati. La conversione è un’impresa di ogni giorno, per il cristiano.
Il cristianesimo non è un rituale. Non è un racconto. Non è una filosofia. E’ un nostro cambiamento qui ed ora verso un bene incontrato.

Il guaio dei tempi in cui viviamo è che molti pensano di sapere cosa sia il cristianesimo senza mai averlo veramente approfondito. Senza mai avere seguita e creduta quella Buona Novella.
Quella novità che cambia la vita.
Insomma, c’è bisogno di conversione.