Festa per “sorella terra”

09 ott

Piazza Maggiore a Bologna, piena di gente di ogni età: questa credo sia l’immagine che in molti si portano dietro dei giorni del Festival Francesco 2015.

In realtà Piazza Maggiore, Piazza del Nettuno e dintorni sono sempre pieni di gente… Non è una novità. È un vero salotto cittadino, comunitario, molto vissuto da bolognesi e non. Però, più di qualcuno sarà rimasto interdetto o stupito… certamente non indifferente per l’insolita e altissima concentrazione (per questi tempi) di suore e frati francescani, nelle diverse tonalità di colore delle varie famiglie. Lì in mezzo alla strada, a riempire le piazze con tanti altri giovani, anziani e famiglie sorridenti. Questa era la novità.

Eravamo nel cuore della città a parlare di natura. In sintonia con ciò di cui tutti parlano nei mesi dell’Expo di Milano 2015, anche i laici, suore e frati dell’Emilia Romagna che animano e organizzano il Festival si sono decisi a far risuonare ancora quella originale “visione della realtà” scaturita dall’autore del Cantico delle creature e da coloro che ne hanno seguito le orme.

Il bel Manifesto scientifico della VII edizione spiega bene perché questo Festival 2015 è stato intitolato “Sorella terra”.

Personalmente posso testimoniare per lo più cosa è avvenuto sotto la Fontana del Nettuno. Lì, a pochi passi dall’InfoPoint del Festival, si sono svolte a più riprese le fast conference. Di cosa si tratta? Accanto alle “grandi” conferenze proposte da persone autorevoli e competenti su temi specifici e per un pubblico interessato, da alcuni anni nell’ambito delle attività di piazza del Festival si propongono questi cicli di brevi “conferenze di strada”.

Durano un 15 minuti ciascuna. Se ne succedono diverse, per un totale di un’ora o due ogni ciclo. Si alternano vari linguaggi: la testimonianza di un’esperienza vissuta, la lettura e la spiegazione di un testo delle Fonti Francescane, il racconto di un missionario, l’annuncio della proposta Parole francescane, un’intervista…

Quest’anno c’è stato un po’ di tutto. Il Corpo Forestale dello Stato ha raccontato missioni più o meno avventurose o quotidiane. Un attore di strada ha declamato e spiegato il Canto VI dell’Inferno dantesco, su Ciacco e i peccati di gola. Un migherlino ma energico frate ultraottantenne, missionario in Giappone, ha denunciato la poco pubblicizzata ripresa del nucleare giapponese dopo Fukushima. La seconda edizione dell’intervista tripla ai Ministri provinciali OFM, OFMConv e OFMCap. Moltissime esperienze di impegno per la salvaguardia del creato da parte dei laici francescani dell’OFS. Diversi frati si sono alternati a leggere e commentare brani dei Fioretti

Tutti quanti hanno intrecciato l’interesse o quanto meno la curiosità dei passanti e non solo della gente venuta appositamente a Bologna o in piazza per il Festival.

Personalmente posso solo dire «grazie!» per la disponibilità di molti a mettersi in gioco parlando in pubblico… e davanti a un pubblico imprevedibile. E al coordinamento e alla direzione del Festival Francescano per avermi fatto godere questa festa francescana di piazza da un punto di vista privilegiato.