Cambiamenti nel Messale Romano

10 Dic

Arriviamo con un po’ di ritardo… sull’inizio dell’Anno liturgico, ma arriviamo.

La Prima domenica di Avvento, 29 novembre u.s., come in tutta Italia, anche in Oratorio abbiamo cominciato a celebrare con il “nuovo” Messale Romano. Più precisamente, si tratta della traduzione italiana della Editio typica tertia del Missale Romanum, approvata da Papa Giovanni Paolo II nel 2002. Siamo così arrivati alla terza versione in lingua italiana del Messale riformato da Paolo VI dopo il Concilio Vaticano II.

Abbiamo predisposto un foglietto essenziale, per ricordare i pochi cambiamenti che riguardano tutti. Qui trovate due versioni stampabili a colori o in bianco e nero:

Chi desidera un sussidio più completo, a questo link trova l’ottimo materiale predisposto dall’Arcidiocesi di Bologna. Arriva sempre da Bologna questo breve video, che in tre minuti ripercorre le motivazioni essenziali e i cambiamenti principali di questa traduzione del Messale.

Cogliamo l’occasione di questi piccoli cambiamenti, per godere maggiormente della ricchezza della liturgia, soprattutto della Celebrazione eucaristica, «fonte e culmine di tutta la vita cristiana», (Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11; Catechismo della Chiesa Cattolica, 1324). Raccogliamo soprattutto l’opportunità per scoprire e praticare l’ars celebrandi (per approfondire). Celebrare è per tutti – sacerdoti e fedeli – non tanto un dovere, quanto un’opera di popolo con e davanti al nostro Dio. Operare insieme richiede certamente di sapere e saper fare alcune cose specifiche, ma soprattutto di farle con cura, amore e presenza viva di tutta la propria persona. Allo stesso modo con cui Cristo Gesù mette in gioco tutto Se stesso nella Messa. Così facendo, con Cristo e per Cristo e in Cristo potremo celebrare, scoprire, vivere una vera e propria ars diligendi (arte di amare) nella liturgia eucaristica.